Comune di Inveruno

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Conferenze e Mostre


Mostre - Erranti nel Mondo ...

imbarcazione carica di emigranti
La Lombardia è stata una regione fortemente toccata dall’emigrazione; oggi però tutto questo è stato rimosso e ci siamo dimenticati di essere stati una terra di emigranti. In particolare nel territorio dell’Alto Milanese, quello che una volta si chiamava il mandamento di Cuggiono e che oggi chiamiamo il Castanese, all’inizio del Novecento, più precisamente tra il 1901 e il 1915, emigrarono prevalentemente verso le Americhe 12500 persone.
Il mandamento di Cuggiono non contava neanche 30000 abitanti. Il fenomeno migratorio ebbe inizio attorno agli anni 1868-1870 causato dalla estrema povertà e miseria diffusa nel territorio e venne accentuato dalla grande crisi agraria esplosa negli anni ottanta, dagli aumenti dei fitti che i padroni terrieri imposero ai coloni, dalle scarsissime produzioni agricole. Inoltre le filande e gli altri pochi opifici non offrivano sufficiente occupazione alla popolazione.
emigranti festeggiano il 1° maggio

Le condizioni di vita, rese disperate dalla povertà, generarono forti epidemie di vaiolo e di colera; l'alimentazione malsana, i sistemi di conservazione delle poche derrate alimentari disponibili e i cattivi metodi di cottura e di conservazione contribuirono al diffondersi di malattie ed infezioni, la pellagra era un flagello che colpiva buona parte dei contadini.

L'Emigrazione divenne pertanto l'unica possibilità per sfuggire ad una maledizione che pareva non dover finire mai. Tale fenomeno proseguirà con forte progressione sino al 1924, quando sarà frenato da leggi Americane ed Italiane tese a ridurre l'emigrazione di massa.

La mostra consta di 25 pannelli 50 x 75 cm. corredata di belle foto d’epoca, che narra la vicenda migratoria italiana a partire da fine settecento fino ai giorni nostri. La mostra allestita dall’Ecoistituto della Valle del Ticino in collaborazione con La Fondazione Candiani di Robecchetto e con La Cooperativa Urbanistica Nuova di Bollate ha avuto il patrocinio del più importante istituto di ricerca americano sull’immigrazione l’IHRC dell’Università del Minnesota, dall’Italian Club di St. Louis, e dalla città di Herrin (Illinois) località che vide migliaia di abitanti del territorio lavorare nelle miniere di carbone all’inizio del secolo scorso, dalla Società Umanitaria di Milano, dalla Provincia e dal Comune di Cuggiono.


Il Gruppo Folclorico Val Cavargna

componenti del gruppo folclorico Val Cavargna

Il Gruppo Folclorico Val Cavargna si é costituito nel 1997 e attualmente é composto da circa 70 elementi che rappresentano momenti di vita quotidiana della Val Cavargna alla fine del diciannovesimo secolo e nella prima metà del ventesimo. Fin dalla nascita non ha mai smesso di partecipare ad eventi legati alle feste tradizionali e a raduni nazionali e internazionali sulla cultura popolare.

E' importante notare che il gruppo non é sorto dal nulla, infatti alle sue spalle da almeno 20 anni lavorano studiosi e appassionati di cultura e tradizioni popolari che hanno dato vita e curato il Museo della Valle. Il gruppo folclorico puo' quindi essere considerato un vero e proprio museo ambulante che vuole raccontare spaccati di vita quotidiana contadina e pastorale.

Nel gruppo si possono ammirare pastori, casari, contadini, boscaioli, magnani, contrabbandieri, spazzacamini, filatrici, contadine, seghezzine, lavandaie e tante altre figure. Il gruppo é accompagnato dall'immancabile fisarmonica e dai canti popolari eseguiti nelle sfilate e nelle rappresentazioni, alcuni di questi sono stati registrati in Val Cavargna.

Oggi il gruppo, membro dell'associazione "Culture Popolari e Tradizioni della Lombardia", é anche impegnato nella rappresentazione di scene di vita quotidiana e nella dimostrazione di antichi mestieri come la filatura della lana, la lavorazione delle castagne e del legno. A nove anni dalla nascita il gruppo folclorico é diventato un'associazione importante per la promozione delle antiche culture della valle nella nostra penisola e non solo. Ha inoltre dato vita, con l'aiuto di altre associazioni di San Bartolomeo, al presepe vivente di Sora, una manifestazione sempre piu' riconosciuta a livello regionale.
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