Comune di Inveruno

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Il Friuli Venezia Giulia

"La Patria del Friuli confina da levante con l'Istria e Iapidia al presente detta Carso; da ponente con il territorio trevisano, Belunese; da settentrione con l'Alpe de Alemagna e da mezzogiorno con la parte del Mare Adriatico qual è tra il porto del fiume Timavo e Livenza … il capo e metropoli del Friuli è Udine … nobilissima e grande e popolosa; in mezzo di essa siede uno bellissimo castello fabricato sopra un monte fatto manualmente; è irigata da doi corni mirabilmente condotti fuora dal fiume Torre …"

Con queste parole il Valvassore descrive la terra friulana nella metà del 1500. Dal punto di vista fisico il Friuli può essere identificato infatti con il bacino del Tagliamento, il suo confine occidentale è costituito dal fiume Livenza, quello settentrionale dalle Alpi Carniche. Ad oriente troviamo i monti prospicienti la valle del fiume Isonzo ed i rilievi del Carso, a meridione la regione si affaccia sul mare Adriatico. Il nostro "piccolo universo" come lo definì il celebre scrittore Ippolito Nievo, si colloca all'estremo nord est della penisola italiana, ha una superficie di 7.845 km2, e per le sue peculiarità è una regione geografica "completa".

Numerose le diversità etniche, folcloristiche ed enogastronomiche. Ricca e attiva l'industria e l'artigianato. Per capire le infinite sfumature è sufficiente addentrarsi tra le varie realtà geografiche: dalle colline ai magredi, dai monti della Carnia all'altopiano carsico, lungo le coste e le spiagge fino ai sassosi greti dei fiumi. Una ricchissima flora e fauna affianca la natura in tutta la sua bellezza, dalle cime rocciose alle distese verdeggianti delle numerose valli prealpine, ai laghi incastonati tra mille colori di erba e di cielo. Una miriade di fiere, mercati, sagre paesane ci mostra le mille tradizioni ed i mille aspetti della storia più che millenaria di questa regione.

Il nostro compendio dell'universo si presenta attraverso la sua varierà e poliedricità: qui sono passati Attila e Napoleone, Celti, Longobardi, Romani, Turchi, austriaci e francesi … La pianura delle risorgive è dominata dalla settecentesca Villa Manin con le sue ampie barchesse, mentre il Carso triestino ci mostra le strutture avveniristiche del sincrotone e dell'area di ricerca. Aquileia conserva i fasti del passato con i suoi ricchissimi reperti archeologici di epoca romana, ma anche con lo splendore del tappeto musivo della Basilica.

La purezza della antica Abbazia di Rosazzo si affianca al Tempietto Longobardo di Cividale, il sapore medioevale si respira tra le mura di Venzone, San Giovanni d'Antro, nelle valli del Natisone, ci riporta alla dimensione della preistoria con la chiesa scavata in una grotta. La Pieve matrice di Zuglio, con il suo bacio delle croci nel giorno dell'Ascensione, vanta con grande orgoglio una forma unica di friulanità e infine il Castello di Udine, che domina la città, ma "idealmente" tutta la regione, ben parafrasato nei versi di una celebre villotta ormai conosciuta ovunque: "Oh ce biel ciscjel a Udin, oh ce biele zoventût; zoventût come a Udin, no si'n jate in nissun lûc" ("Oh che bel Castello a Udine, oh che bella gioventù; gioventù come a Udine non si trova da nessuna parte").
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